Solimano Pontarollo: Attore

Il Blog   

20 Aprile 2012

EPPURE E' COSI' FACILE

Siamo stanchi di doverci difendere con le sole armi della verità, dell’onestà e del lavoro. Perché queste sembrano parole obsolete, dimenticate, retoriche, inutili di fronte all’arroganza del potere, di una politica sporca che sporca.
Siamo artisti, gente di teatro cui è stato tolto il proprio luogo di lavoro e a cui si sta tentando di togliere identità, trascinati nei tribunali, sbattuti in prima pagina come ladri, da chi della menzogna, dei ricorsi, delle cause, ha intessuto la propria esistenza.
Siamo stanchi di trascorrere le nostre giornate a difenderci per la sola colpa di aver lavorato tanto e bene per un sogno che a nulla serve, come l’arte, e che nella sua “inutilità”, nella sua gratuità rintraccia la sua più profonda ragion d’essere: il legame con l’esistenza. Perché l’arte rende umana la vita, che, gratuitamente, come l’arte, ci è donata, l’arte che non serve a niente, se non, semplicemente, a vivere.
Che c’entriamo noi del teatro e dell’arte, con tutto questo gioco sporco di poltrone, di prebende, di incarichi, con le parole distorte e fatte armi, con le parole svuotate di senso, usate e abusate da chi pensa di fare politica ma della polis ha totalmente smarrito il significato, se ne disinteressa, per smanie di protagonismo, un protagonismo guadagnato nel sottobosco dei corridoi di partito o tra le scrivanie di chi può a sua volta dispensare favori, piccoli poteri senza ragione alcuna se non quella di soddisfare frustrazioni e desiderio di onnipotenza e di denaro, sulla pelle delle persone.
Per questo smetteremo di difenderci con le parole giuste della verità che risuonano inutili laddove la bugia dilaga, inquina, stravolge ogni cosa, la bugia, che a forza di ripeterla, diviene verità persino per chi quella bugia, quelle bugie si è inventato.
Eppure è così facile capire, basta chiedersi perché.
Perché si fa una nomina a poche settimane dalle elezioni?
- Solo per pochi mesi - recita il copione del momento!
Perché e per chi?
Solo un mese fa si nominavano commercialisti per metterlo in liquidazione quell’Ente per il quale oggi, gli stessi commercialisti, ritrovatesi Presidenti a loro insaputa, procedono (dopo aver dichiarato di essere lì solo per spirito di servizio, per chiuderlo quell’Ente), procedono a nominare consulenti per dar vita al moribondo, che non è neanche in grado di formulare una previsione, un bilancio, per il suo futuro.
Perché un futuro non c’è più per quell’Ente, né per quella politica, e lo sanno bene coloro che nominano per accontentare le ultime volontà di chi, da un posto di potere interno a quella stessa politica, già sa, già prevede che quella parte politica è destinata a perdere. E allora arranca, tenta di accaparrare più che può, ora, perché dopo sa che sarà più difficile, trovare il link.
Perché dopo, non ci sarà più, chi quel gioco asseconda, chi reagisce con stizza quando cliccando sulla parola teatro a Belluno, appare la parola altra, quella che si vorrebbe cancellata, dopo averla infangata in ogni modo: TIB.
Ma TIB, significa Teatro, che è emozione e arte, delicatezza e umanità; Impresa che non coincide col concetto di lucro ma con quello di lavoro; Belluno che è la città della luce splendente, Belo-dunum (altura-splendente), una luce che si è tentato di spegnere offendendo il lavoro, una luce che risorgerà come la Fenice dalle ceneri; le ceneri di chi ha offeso e tentato di distruggere, pretendendo che non si alzino i toni, rivendicando un rispetto delle Istituzioni che loro, per primi, col loro operato, hanno offeso. I toni li vorrebbero lievi, per poter, nel silenzio, far dimenticare, confondere con le menzogne, celare la verità di chi dal dolore del suo lavoro offeso esprime indignazione con fermezza, e con un tono lieve afferma, invece: noi della comunità dell’arte e del teatro, noi della comunità degli uomini, che c’entriamo noi con tutto questo?


Tib Teatro

approfondimenti su you tube:

intervista a Labros Mangheras

azione dimostrativa

la gestione della cultura a Belluno

approfondimenti articoli:

nomina flash

Ultima modifica: 20 Aprile 2012  alle ore 15:21   |   Commenti (0)   |   Scrivi

18 Aprile 2012

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8

 

luglio

 

2012

 

Arsenale di Verona

 

 

ALLEGRO VIVO BIS

MUSICHE LIVE

 

VARHYNIA ZILIOTTO

Coreografie

 

Solimano Pontarollo

Adattamento e Regia

 

Da un racconto popolare americano


Ultima modifica: 18 Aprile 2012  alle ore 10:29   |   Commenti (0)   |   Scrivi

10 Aprile 2012

CAPOEIRA a SOLEDARTE

La capoeira (pronuncia portoghese: kapuˈejɾɐ) è un'arte marziale brasiliana creata principalmente dai discendenti di schiavi africani nati in Brasile con influenza indigena brasiliana, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza).

fonte Wikipedia


Tutti a provare la Capoeira con l'esplosivo Daniel Santos!!!

a Soledarte Doc Academy

Via dell'Artigianato 38 - Caselle di Sommacampagna (VR)

venerdì 13 e venerdì 20 aprile

ore 19.30.

Prove gratuite!

Vi aspettiamo!

Ultima modifica: 10 Aprile 2012  alle ore 19:51   |   Commenti (0)   |   Scrivi

10 Aprile 2012

In ritardo ma utile

International Theatre Institute ITI
World Organization for the Performing Arts

UNESCO, 1 Rue Miollis, FR-75732 Paris Cedex 15 info@iti-worldwide.org / www.iti-worldwide.org

Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2012

di John Malkovich

Messaggio internazionale

È per me un onore che l’International Theatre Institute ITI dell’Unesco mi abbia chiesto di scrivere questo messaggio per il cinquantesimo anniversario della Giornata Mondiale del Teatro. Dedico queste mie brevi parole ai miei colleghi, ai lavoratori del mondo del teatro, miei pari e miei compagni.
Che il vostro lavoro sia avvincente e originale. Che sia profondo, toccante, contemplativo, unico.
Possa il vostro lavoro aiutarci a pensare, aiutarci a domandare che cosa significhi essere umani, e che questo pensiero possa essere sostenuto col cuore, con la sincerità, con il candore e con la grazia.
Che possiate superare le avversità, la censura, la povertà e il nichilismo, che molti di voi sicuramente saranno costretti ad affrontare.
Possiate godere di talento e di rigore, per insegnarci il battito del cuore umano in tutta la sua complessità, con l’umiltà e la curiosità necessarie per rendere tutto questo il lavoro della vostra vita. Possa il meglio di voi – poiché sarà solo il meglio di voi, anche se solo per un attimo – riuscire a formulare la più essenziale delle domande: «come viviamo?».
Buona fortuna.
– John Malkovich
Nota biografica
Attore, produttore, sceneggiatore e regista statunitense, John Malkovich è innanzitutto un artista di teatro.
Dopo aver scoperto il teatro agli inizi degli anni 70 (all’Illinois State University), nel 1976 fonda la famosa Steppenwolf Theater Company con Terry Kinney, Jeff Perry e Gary Sinise.
Diviene celebre nel cinema interpretando Valmont in Dangerous Liaisons di Stephen Frears, accanto a Michelle Pfeiffer e Glenn Close. In seguito a questo ruolo, che segna una tappa significativa nella sua carriera, recita in più di settanta film negli Stati Uniti e all’estero.
Interpretando un ampio spettro di ruoli, viene nominato due volte all’Oscar come miglior attore non-protagonista per Places in the Heart (1984) e In the line of fire (1993), e ottiene premi per le sue interpretazioni in film come Killing Fields, The Dangerous Liaisons, Being John Malkovich e Changeling.
Nel 2011 ha diretto la sua terza produzione teatrale a Parigi, Les Liaisons Dangeureuses al Théâtre de l’Atélier, dopo il successo di Hysteria (Marigny, 2002) e Good Canary (Comedia, 2007), per il quale gli è stato conferito il premio Molière per la migliore messa in scena.
Traduzione di Victor Jacono

Ultima modifica: 10 Aprile 2012  alle ore 15:35   |   Commenti (0)   |   Scrivi

29 Dicembre 2011

ROCK HAMLET: 14 e 15 GENNAIO 2012 TEATRO CAMPLOY. RECENSIONE ON LINE 07/2011

Un musical rock capolavoro inaugura Teatro nei cortili a Verona.
Se Shakespeare e il rock vanno d'accordo.
Servizio di Sergio Stancanelli.

VERONA - Fra le cose che più detesto, non posso sopportare e da cui rifuggo trovano posti privilegiati gli spettacoli volgari, il tifo calcistico, la musica demenziale. Da quest’ultima al rock non corre molta differenza: ma un po’ sì, un po’ ci corre, tant’è che la sera in cui, dopo altri spettacoli fuori rassegna di cui ho dato conto, il parco dell’Arsenale ex austriaco di Verona si apriva ufficialmente per l’Estate 2011 alla rassegna “Teatro nei cortili” organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune, non ho mancato d’esser presente e non ho temuto di prender posto a pochi metri dal palcoscenico nonostante che lo spettacolo inaugurale, che si protrarrà per una settimana, rechi nel titolo la minacciosa parola «rock».

Non rifarò ora qui la storia di questo genere di musica che, derivato dal boogie-woogie giunto presso di noi con la fine della guerra, sorse negli Stats una diecina d’anni dopo per soppiantare quella musica leggera piatta, monotona e inconsistente che aveva fatto il suo tempo e sopravviveva nelle balere e nei balli campagnoli. Non v’ha dubbio che Elvis Presley, Paul Anka, Neil Sedaka, e in Italia Tony Dallara, facessero musica. Solo un altro quinquennio tuttavia doveva passare perché quello che era stato il rock ‘n ‘roll e che aveva generato in America “the Platters” e in Gran Bretagna “the Beatles” degenerasse in una nuova musica di consumo, scaduta nel semplice termine «rock», dove melodia e armonia sono assenti e trionfa solo il ritmo, espresso mediante fragori esasperati generati elettronicamente. Un fracasso ritmico (la ritmica è solo un accessorio della musica, ma di per sé non è musica) dove degli elementi costitutivi della musica (la melodia orizzontale e gli accordi verticali) non c’è nulla. Oltre tutto, anche le parole, che di per sé non sono musica, spesso vanno riprovate per la loro volgarità.

Lo spettacolo cui mi accingevo ad assistere, titolato Shakespeare + queen rock Hamlet, tuttavia, era, come è, dovuto alla compagnia “Soledarte” fondata da Varhynia Ziliotto nel 2006 e nata dall’esperienza ultra decennale della sua scuola di danza, di cui mi sono occupato già in passato (vedi “Il musical di un sogno”,
agosto? 2009) così come dell’attore e regista shakespeariano Solimano Pontirollo il cui avvento nella Compagnia ha portato a fondere danza e recitazione e, nel 2010, alla nascita di “Soledarte doc academy”, scuola di musical.

Alle 21.30, dopo una sollecitazione manuale del pubblico in attesa da un quarto d’ora, lo spettacolo ha inizio. È l’Amleto così come lo scrisse William Shakespeare: solo che anziché essere i soldati di guardia sugli spalti a vedere il fantasma del Re, son delle ragazze a interrogarlo e parlargli. Da qui in poi lo spettacolo si
dipana non come testo di prosa bensì come musical, e descriverlo non è possibile, bisogna vederlo. E udirlo, ovviamente: ma soprattutto vederlo, per la danze scatenate che le coreografie della Ziliotto mettono in atto: capolavori di coreografie per originalità, significanza, complicanza, difficoltà, che le diciotto danzatrici, tutte di una abilità assolutamente fuori del comune, affrontano con apparente disinvoltura e risolvono in una perfezione che ha del mostruoso, piegandosi ripiegandosi avvolgendosi infilandosi l’una nell’altra riuscendone come serpenti in atto di esibirsi in prodezze mai mostrate prima, in un’armonia complicatissima ma sempre perfetta di gesti e movimenti acrobatici e velocissimi che credo di poter definire solo dichiarandoli una sinfonia di gestualità.

Ma oltre a vedere c’è anche da udire: perché l’orchestra suona in maniera meravigliosa, affascinante, coinvolgente, e non m’importa che si tratti di rock: è musica, non fracasso, sono strumentisti quelli che suonano, non apparati elettronici: e d’una bravura da destare invidia. Si tratta dei componenti di un
complesso denominato “Allegro vivo bis” costituitosi inizialmente nell’estate 2004 e poi allargatosi alla formazione attuale di nove elementi, sette dei quali presenti: flicorno Giordano Sartoretti, chitarre Luigi Jamundo, Damiano Salazzari e Andrea Veronesi, c.basso Nicola Miglioranzi, tastiere Alessio De Antoni,
batteria Nicola Favari.

E dopo i nomi dei bravissimi musicisti della live band, ecco quelli delle incredibili danzatrici, che si stenta a credere muovano i propri corpi e i propri arti e le mani e le dita e gli occhi col solo intervento dei propri muscoli e della volontà. Oltre che per la maestria della maestra. Tatiana Alberti, Licia Arduini, Michela Bellesini, Alice Benedetti, Nadia Benedetti, Annapaola Gaspari, Sara Giuliani, Francesca Ignone, Giulia Leo, Beatrice Marcolini, Giorgia Olivieri, Giorgia Pasetto, Alessia Ponte, Alice Signoretti, Valentina Tagliente, Giulia Tomelleri.
Ed ecco infine il cast degli attori e cantanti (preparati da Alberto Salaorni): Alice Benedetti è Amleto, Giorgia Olivieri è Gertrude, Licia Arduini Ofelia, Francesca Ignone Laerte e York, Giulia Leo (anche Francisco e anche 1° becchino) e Giulia Tomelleri (anche Bernardo e becchino 2°) sono Rosencrantz e Guildenstern, Nadia
Benedetti Orazio, Gianluca Lovato Claudio, Stefano Del Manso Polonio, Marco Residori Osric.

Dalle note di regia sul programma di sala (fotocopiato alla buona dimostrando che quando c’è la buona volontà tutto si può fare) stralciamo: « Rock Hamlet nasce dall’ascolto delle musiche dei “Queen” (che a questo punto il cronista capisce non sta a significar “regina” bensì è il nome d’un gruppo musicale e va
scritto con l’iniziale maiuscola) e dalla loro capacità di raccontare l’evolversi della tragedia». Di fatto, un altro testo con cui, sempre sul programma di sala, il lavoro viene presentato allo spettatore, ribadisce che le musiche sono dei Queen e ci informa che si tratta di una delle più grandi rock band del mondo. «Rock
Hamlet è messo in scena per la prima volta a Verona» ma non ci si dice se è una creazione del gruppo rock inglese, già rappresentata altrove nel mondo, o della compagnia di teatro-danza Soledarte & della band Allegro vivo bis, per cui la messa in scena veronese sarebbe una prima assoluta. Nel curriculum dei Queen
che ho consultato non ho trovato traccia di uno spettacolo dedicato ad “Hamlet”.
D’altra parte i nomi degli artefici dello spettacolo sono tutti italiani, anzi veronesi, e quasi tutti fanno parte della Compagnia: Solimano Pontarollo adattamento e regia (e luci), arrangiamenti strumentali Giordano Sartoretti, arrangiamenti vocali Mauro Pagany, scene di Loris Giavara del teatro Estravagario, costumi di
Alice Benedetti, collaborazioni per le luci e per il sonoro delle compagnie Tabula rasa e Music theatre co. Il teschio di Yorik è un’opera d’arte scultorea di Marco Residori.

Ma oltre al programma di sala che si è detto, disponibile per tutti (la platea era strapiena di pubblico, non solo giovani, e tutti plaudenti con entusiasmo), c’è - probabilmente in tiratura limitata - un lussuoso più che elegante opuscolo illustrato di 20 pagine dove, oltre ai testi che abbiamo menzionati, vengono specificate
una ad una le undici scene che si succedono e sono riportati negli originali inglesi e in traduzione tutti i testi delle canzoni.

 

Ultima modifica: 29 Dicembre 2011  alle ore 16:18   |   Commenti (0)   |   Scrivi

16 Dicembre 2011

SHAKESPEARE + QUEEN: ROCK HAMLET!

TEATRO CAMPLOY

 

Via Cantarane, 32 - VERONA

 

 

14 gennaio h. 21.00 – 15 gennaio h. 16.30

 

 


 

SHAKEPEARE + QUEEN


ROCK HAMLET

 

CAST:


 

Personaggi ed interpreti:

 

AMLETO                             ALICE BENEDETTI

CLAUDIO                            GIANLUCA LOVATO

GERTRUDE                        GIORGIA OLIVIERI

POLONIO                            STEFANO DEL MANSO

OFELIA                                LICIA ARDUINI

LAERTE                               FRANCESCA IGNONE

ROSENCRANTZ                GIULIA LEO

GUILDENSTERN              GIULIA TOMELLERI

ORAZIO                               NADIA BENEDETTI

BERNARDO                       GIULIA TOMELLERI

FRANCISCO                       GIULIA LEO

COMICO RE                       FRANCESCA IGNONE

BECCHINO 1                     GIULIA LEO

BECCHINO 2                     GIULIA TOMELLERI

OSRIC                                  MARCO RESIDORI

ALLEGRO VIVO BIS

LIVE BAND

 

CHITARRE: Andrea Veronesi

CHITARRE: Damiano Salazzari

CHITARRE: Luigi Jamundo

BASSO: Nicola Miglioranzi

FLICORNO e CORI: Giordano Sartoretti

TASTIERE: Alessio De Antoni

BATTERIA: Nicola Favari

 

CORPO DI BALLO

 

Tatiana Alberti, Annapaola Gaspari,  Beatrice Marcolini, Sara Giuliani, Alice Signoretti, Giorgia Pasetto, Michela Bellesini, Alessia Ponte, Valentina Tagliente, Francesca Ignone, Giorgia Olivieri, Alice Benedetti, Licia Arduini, Nadia Benedetti, Giulia Tomelleri, Giulia Leo.

 


 

ADATTAMENTO E REGIA: SOLIMANO PONTAROLLO

COREOGRAFIE DI VARHYNIA ZILIOTTO

ARRANGIAMENTI ALLEGRO VIVO BIS: GIORDANO SARTORETTI

PREPARAZIONE CANTO CAST: ALBERTO SALAORNI

ARRANGIAMENTI PREPARAZIONE CANTO: MAURO PAGANY

 

COSTUMI: ALICE BENEDETTI – Realizzati da: ENRICA MONTONCELLO

TECNICO AUDIO: MARCO RECCHIA

DISEGNO LUCI: SOLIMANO PONTAROLLO

ELABORAZIONE GRAFICA STAMPE: MARIO BORCHIA

UFFICIO STAMPA: STAFF SOLEDARTE

FOTOGRAFO UFFICIALE: GIOVANNI MORANDINI


PRESENTAZIONE

Le  musiche di una delle più grandi rock band, i Queen.

La genialità di una delle più grandi opere teatrali, l’Amleto di Shakespeare.

Il rispetto, il timore, il divertimento, la profondità e l’incoscienza nell’affrontarli da parte di cast, corpo di ballo e band live.

Ecco i componenti della miscela esplosiva dal titolo ROCK HAMLET.

Gli equilibri, le consuetudini, gli stereotipi vengono scardinati: Ofelia, Laerte, Orazio, Amleto, tutti gli interpreti sono tutti noi, e in noi si riconoscono.

Non è più necessario essere maschi, femmine, anziani o giovani: tutti gridano i disagi, le paure, le necessità di un mondo in cambiamento.

 

Perché Amleto lo conosciamo tutti: è dentro di noi, di ciascuno di noi, come MESSA a cui tutti siamo in grado di partecipare, se c’è un officiante. Una messa di cui conosciamo a  memoria le preghiere.

 

Niente è come prima, prima ancora che niente sarà come prima.

Un vortice che ha il suo fulcro in Amleto, che affronta questa realtà con la sincerità del suo essere umano. pieno di paura, forza, energia, dubbi, sofferenze e fragilità. Amleto che siamo tutti noi.

Un vortice che ha il suo specchio nella band, immagine riflessa, cercata, amata, temuta, simile a fantasma amico o nemico, da abbracciare o da fuggire.

Il fantasma buono o cattivo che abbiamo dentro tutti noi.

 

TRAMA

 

Amleto, principe di Danimarca, in lutto per la recente morte del padre, subisce il matrimonio della madre, la regina Gertrude, con Claudio, fratello del defunto re.

Il padre appare ad Amleto come fantasma per rivelargli che il suo assassino è Claudio.

Amleto cercherà di vendicarlo con l’unico aiuto dell’amica Orazio.

Per questa via perderà l’amore di Ofelia, che impazzisce e muore, e ne ucciderà il padre, Polonio, consigliere del re Claudio.

Laerte, sorella di Ofelia, rientra in patria per vendicare il padre e con il re Claudio pianifica la morte di Amleto.

 

NOTE DI REGIA

 

Quando ascolti una musica e ti “appare” una scena c’è solo una cosa da fare: vedere se è vero.

Rock Hamlet nasce dall’ascolto delle musiche dei Queen, e dalla loro capacità di raccontare l’evolversi della tragedia.

L’incontro con gli Allegro Vivo Bis ha rafforzato questa convinzione, ritrovando il loro le motivazioni di crescita e confronto artistico necessari per ogni grande impresa.

Nello svilupparsi delle prove è apparso che Amleto è il racconto dell’uomo, simbolicamente rappresentato nelle tre età dai doppi ruoli rivestiti dagli stessi interpreti, che attraversano come soldati la fase emotiva, come Rosencrantz e Giuldenstern la fase riflessiva e come Becchini la fase conclusiva della vita.

Lo spazio è una reggia dove tutti sono costretti a recitare una parte, come nella vita. Dove uomini o donne non fa differenza, tutto è fuori controllo, sottosopra, niente è stabilito e tutti vivono il loro dramma intorno al grande dramma, quello di Amleto. Amleto, personaggio uomo, raccontato da una donna che con la sua sensibilità vive e soffre in una cornice dove “tutto è scardinato” e proprio a lui è toccato di rimetterlo in sesto: con l’azione, la parola e la musica.


LE CANZONI: DOVE E PERCHE’

 

 

1.      WE WILL ROCK YOU -  siamo all’inizio e il fantasma è tutto quello che ci circonda: la storia, noi, il pubblico. We will rock you afferma che il rock ci aiuterà a vivere l’Amleto.

 

2.      HEADLONG – Amleto ha appena assistito alle nozze della madre con il fratello del padre ormai morto. Headlong è la rabbia di Amleto che esplode verso lo zio, la madre e la situazione che sta subendo.

 

3.      FAT BOTTOMED GIRL – Laerte e Ofelia si lasciano. La regina con la band trasforma il saluto in un bel gioco in cui le due sorelle si punzecchiano a vicenda.

 

4.      ONE VISION – Appare lo spirito del padre ad Amleto. Un uomo, una missione recita la canzone: così sarà per Amleto.

 

5.      I WANT TO BREAK FREE – Rosencrantz e Guildenstern incontrano Re e Regina, che superficialmente, tra un karaoke e l’altro, chiedono loro di occuparsi del malessere di Amleto. E’ l’emblema del disinteresse verso il figlio, del preferire il divertimento al problema da affrontare, dell’irresponsabilità, del desiderio di essere “liberi” di far finta che, oltre la coppia Re-Regina, il mondo non esista.

 

6.      CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE – Polonio crede aver trovato nell’amore rifiutato di Ofelia il dramma di Amleto. Insofferente verso l’approfondimento la regina canta scherzandoci sopra la “pazzia d’amore”, finendo per deridere Polonio, che subisce anche l’umiliazione da Amleto stesso.

 

7.      INNUENDO – E’ il dramma di Amleto: essere o non essere … che è poi il dramma di tutti noi. Amleto chiede a Ofelia (ma a tutti noi) di essere veri, ne percepisce il tradimento (ordito da Re e Polonio) e la rifiuta.

 

8.      INVISIBLE MAN – Siamo alla “trappola per topi”recita con cui Amleto vuole penetrare nell’animo del Re Claudio per capire se le accuse del fantasma sono vere. L’attore è manovrato dall’uomo invisibile, simbolo della forza di immedesimazione e catarsi del teatro, che riprodurrà l’assassinio da parte di Claudio del fratello Re.

 

9.      BOHEMIAN RHAPSODY – madre e figlio, Regina e Amleto, finalmente di fronte: scontro, accuse, aggressione, ma riunione: proprio quando Amleto non può più tornare indietro (ha appena assassinato Polonio) il legame più forte, quello del figlio con la propria madre, si ricompone.

 

10.  WHO WANTS TO LIVE FOREVER – Ofelia è morta, suicida, lasciata a sé stessa, alla sua impotenza davanti agli eventi che le hanno tolto i sogni, l’amore, l’amato e il padre. La regina racconta la vita che non aspetta, che non lascia tempo a chi ne ha disperato bisogno, a chi non ha più nessuno.

 

11.                       SHOW MUST GO ON – presagi di morte avvisano Amleto, ma ormai va fino in fondo. Il duello architettato dal re con Laerte per avvelenarlo è pronto, e Amleto, la regina, Orazio, la corte, tutti ci si tuffano per la ineluttabile fine.

Ultima modifica: 16 Dicembre 2011  alle ore 14:53   |   Commenti (0)   |   Scrivi

26 Novembre 2011

CASA SHAKESPEARE

CASA SHAKESPEARE

 

Per un attore europeo

Scuola di specializzazione e qualificazione shakespeariana

 

 

1.    Motivazioni.

 

L’idea “Casa Shakespeare” nasce con l’intento di fornire all’attore uno strumento che nel corso degli anni diventerà indispensabile: la coscienza e la conoscenza di una cultura comune europea che si affianchi alla specificità della cultura del territorio di provenienza, il Veneto, e si fonda con questa.

400 anni fa Shakespeare individuò e riconobbe nella nostra regione, nella nostra cultura, nella esplosiva energia della Commedia dell’Arte, alcune delle caratteristiche più importanti del suo teatro. Non è un caso che molte sue opere siano ambientate a Verona, Padova, Venezia. I personaggi della Commedia dell’Arte furono la traccia su cui creare un mondo teatrale ricco di contenuti, riflessioni, concetti che permeano la nostra vita.

Shakespeare, come scrive Harold Bloom nel suo saggio “Shakespeare. L’invenzione dell’uomo”, fa vivere personaggi più vivi della vita, ed è tra i fondatori del Canone Occidentale, vera e propria base di cultura Europea.

 

Affrontare da veneti Shakespeare, il suo mondo, la sua poetica, la sua lingua; apprendere gli strumenti per interpretare in lingua inglese, fondendo la fisicità del corpo con la fisicità della parola; mettere l’attore italiano in condizione di parità rispetto ai colleghi europei, permettendogli di competere a livello internazionale; preparare l’attore italiano per la certificazione shakespeariana più importante, quella della ROYAL ACADEMY OF DRAMATIC ART di Londra, la scuola che da più di cent’anni dà al teatro inglese i suoi massimi interpreti. Ecco cosa si propone CASA SHAKESPEARE.

 

Il mercato globale, la necessità della lingua inglese nella formazione scolastica, la coscienza di avere una cultura europea unitaria pur nella specificità territoriale. La preparazione ad affrontare tutte le necessità tecniche di allestimento in una piccola o media compagnia. Queste le sfide dell’attore moderno, che non può limitarsi all’attesa di un provino ma essere pronto ad intervenire nel piccolo come nel grande, all’estero come nella scuola, conscio che solo l’esperienza continua può portare ad una vera crescita artistica.

 

Ultima modifica: 26 Novembre 2011  alle ore 11:02   |   Commenti (0)   |   Scrivi

23 Ottobre 2011

CORSO DI TEATRO presso SOLEDARTE DOC ACADEMY

Soledarte nasce dall’incontro tra Varhynia Ziliotto, coreografa e insegnante di danza e Solimano Pontarollo, attore e regista, entrambi con esperienza ventennale.

 

Dopo la nascita di SOLEDARTE DOC ACADEMY, la scuola di danza e musical, dello scorso anno, il percorso si completa con l’offerta di corsi di TEATRO per BAMBINI, ADOLESCENTI e ADULTI.

 

L’idea base è che il teatro sia l’incontro di persone, grandi o piccoli che siano, in carne ed ossa, con le loro unicità, le loro capacità, il loro mondo da scoprire.

Il corpo è lo strumento che abbiamo a disposizione: esercizi, improvvisazione, controllo di sé, vocalità sono i mezzi per esprimere sé stessi.

 

Con Paola Compostella il gioco diventerà mezzo espressivo per i più piccoli.

Con Solimano Pontarollo l’energia e la carica esplosiva degli adolescenti racconterà,. attraverso un testo teatrale, il loro straordinario passaggio.

Sempre con Solimano Pontarollo agli adulti verrà proposto un percorso per creare in modo organico il racconto teatrale.

Ultima modifica: 23 Ottobre 2011  alle ore 12:08   |   Commenti (0)   |   Scrivi

20 Ottobre 2011

SCATENIAMOCI

APERTE LE ISCRIZIONI!!!!!

Ultima modifica: 20 Ottobre 2011  alle ore 09:23   |   Commenti (0)   |   Scrivi

6 Ottobre 2011

APERTE ISCRIZIONI CORSO TANGO

Sono aperte le iscrizioni per il corso di TANGO a SOLEDARTE.
Il giorno d'inizio corso è fissato per mercoledì 19 ottobre alle ore 20.30 in via dell'Artigianato 38 a CASELLE DI SOMMACAMPAGNA (VR).
INFO DOCENTI SU: www.soledarte.com

Ultima modifica: 6 Ottobre 2011  alle ore 09:20   |   Commenti (0)   |   Scrivi

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